Emicrania: quanto influisce lo stato di salute del microbioma?

Uno studio del 2016 pubblicato in una rivista dell’American Society for Microbiology, ha sostenuto una correlazione tra il cibo assunto, l’insorgere di emicrania e la qualità dei batteri presenti all’interno della bocca. In questo caso, oltre il microbioma intestinale, anche il microbioma orale gioca un ruolo molto interessante nella prevenzione di questo disturbo.

L’emicrania è una malattia neurovascolare che colpisce circa il 14% della popolazione adulta mondiale. La sua diffusa prevalenza e la disabilità associata hanno una serie di effetti negativi e sostanziali non solo sulle persone immediatamente colpite, ma anche sulle loro famiglie, sui colleghi, sui datori di lavoro e sulla società.

 

Come influisce il Microbioma intestinale sul “mal di testa”?

Ad oggi, diverse ricerche hanno dimostrato che l’emicrania è associata ad alcuni disturbi gastrointestinali come l’infezione da Helicobacter pylori, la sindrome dell’intestino irritabile e la celiachia, tuttavia i meccanismi che spiegano come l’intestino e il cervello possano essere coinvolti con l’emicrania non sono del tutto chiari. Gli studi suggeriscono che questa interazione possa essere influenzata da molteplici fattori come le citochine infiammatorie.

In un articolo precedente abbiamo indicato quali prebiotici assumere per ridurre lo stato di depressione: secondo fonti scientifiche, Lactobacillus rhamnosus e Bifidobacterium infantis, che regolano serotonina e infiammazione, sono adatti anche per aiutare a migliorare dallo stato di emicrania, infatti a questo disturbo spesso sono associati squilibri di serotonina.

E’ stato visto che assumere vitamina D stimola la produzione di serotonina.

 

Il ruolo del Microbioma orale nell’emicrania.

Uno studio dell’università della California a San Diego, ha scoperto che chi soffre di emicrania ha livelli più elevati di batteri nella saliva e nelle feci (microbioma orale e intestinale) che trasformano i nitrati in ossido nitrico, il quale provoca vasodilatazione che induce l’abbassamento della pressione sanguigna, il miglioramento della funzione endoteliale, l’inversione della sindrome metabolica, gli effetti antidiabetici, ma, di contro, in certi casi, mal di testa.

E’ risaputo infatti che certi vini, carni lavorate ed anche certi farmaci per le patologie cardiache causino mal di testa.

 

I nitrati sono dannosi alla salute?

Per decenni hanno avuto una cattiva reputazione perché, in alcune condizioni, i nitrati possono reagire con altre molecole, le ammine, e formare composti potenzialmente cancerogeni come la nitrosammina.

I vegetali a foglia larga, la barbabietola e molta frutta sono ricchi di nitrati quindi anche loro in certi casi possono causare emicrania, ma contenendo moltissimi antiossidanti attraverso questi contrastano la formazione di nitrosamina.

Uno studio ha dimostrato che l’uso di collutori antibatterici a digiuno, aumenta la pressione sanguigna perché si eliminano specie batteriche in grado di generare ossido nitrico, di conseguenza una domanda sorge spontanea: possono questi collutori ridurre l’emicrania indotta da alimenti che contengono nitrati?

 

Bibliografia:

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