Microbiota intestinale e depressione

La letteratura scientifica ha ormai dimostrato che lo stato di salute del nostro intestino influisce positivamente sulla depressione: in questo articolo, vogliamo consigliare quali fermenti lattici assumere in questo particolare caso patologico.

Come riconoscere lo stato depressivo:

La depressione è una grave malattia mentale causata da molteplici fattori e si verifica attraverso una bassa disposizione emotiva, perdita di fiducia e apatia. Il disturbo depressivo maggiore è al primo posto nel contribuire al carico di malattie in tutto il mondo, come affermato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Secondo i rapporti dell’OMS, ci sono circa 350 milioni di persone affette da depressione.

Vogliamo ancora descrivere i sintomi principali che se riconosciuti possono farvi considerare questa patologia:

  • Difficoltà a concentrarsi
  • Fatica
  • Senso di colpa
  • Pessimismo e disperazione
  • Insonnia o difficoltà ad alzarsi la mattina dal letto
  • Irritabilità e irrequietezza
  • Eccesso di cibo o perdita di appetito
  • Dolori, mal di testa o crampi che non vanno via
  • Problemi digestivi che non migliorano, anche con il trattamento
  • Sentimenti persistenti tristi
  • Pensieri suicidi

 

Come prevenire la sindrome depressiva migliorando lo stato del nostro intestino:

Sempre più studi stanno mettendo in evidenza che il percorso infiammatorio è parte della fisiopatologia delle malattie psichiatriche: il continuo stato di neuro-infiammazione, innescata dal malessere intestinale, diventa un circolo vizioso che condiziona il comportamento dell’individuo e che una volta raggiunto lo stato depressivo, probabilmente, non riesce a migliorare il suo stile di vita.

 

In un articolo precedente, abbiamo parlato del rapporto tra il microbiota intestinale ed il sistema nervoso: è stato visto infatti che più del 20% dei pazienti con malattie infiammatorie intestinali presenta disturbi del sonno e comportamenti depressivi.

Le scelte dietetiche e l’esercizio fisico, risultano quindi determinanti in questo giogo: in particolare è stato visto che la dieta mediterranea migliora questo stato di infiammazione.

 

Quali fermenti lattici bisogna assumere?

L’assunzione di probiotici (fermenti lattici) è ormai parte integrante della nostra alimentazione: gli yogurt o i derivati della fermentazione, tipo il kefir, ne vantano spesso le specie che sono stati introdotti a scopo benefico.

Proprio perché questi nomi risultano sempre più presenti sulle nostre tavole, vogliamo citarvi quelli che sono più utili nei disturbi depressivi: Lactobacillus rhamnosus e Lactobacillus brevis che regolano l’attività del nostro cervello attraverso il neurotrasmettire GABA, Bifidobacterium infantis che regola i processi di infiammazione tramite le citochine, infine, Lactobacillus plantarum e Streptococcus thermophilus che potrebbero avere rapporti con la serotonina, il neurotrasmettitore maggiormente implicato nella causa della depressione.

Alla luce di questi consigli, è interessante notare la prima differenza che appare tra bifidobatteri e lattobacilli, i quali aldilà del ceppo specifico: i primi sono specifici nel diminuire lo stato di infiammazione, mentre i secondi hanno un’azione sui neuropeptidi endogeni.

 

 

Riferimenti:

  1. Limbana T., Khan F., Eskander N., Gut Microbiome and Depression: How Microbes Affect the Way We Think. Cureus. 2020;12, 9966.
  2. Chudzik A., Orzyłowska A., Rola R.; Stanisz, G.J. Probiotics, Prebiotics and Postbiotics on Mitigation of Depression Symptoms: Modulation of the Brain–Gut–Microbiome Axis. Biomolecules 2021;11, 1000.
  3. Dinan T.G., Stanton C., Cryan J.F. Psychobiotics: A Novel Class of Psychotropic. Biological Psychiatry 2013; 10, 720-726.