Le grandi vittorie scientifiche del 2021: il vaccino contro la Malaria

La malaria, malattia diffusa in oltre 100 paesi al mondo, ma confinata in determinate aree geografiche dal clima tropicale, rappresenta da molti anni uno dei pericoli principali per gli abitanti di queste zone. La malattia è causata da protozoi, parassiti trasmessi all’uomo da zanzare ad attività crepuscolare-notturna del genere Anopheles.

La malaria, malattia diffusa in oltre 100 paesi al mondo, ma confinata in determinate aree geografiche dal clima tropicale, rappresenta da molti anni uno dei pericoli principali per gli abitanti di queste zone. La malattia è causata da protozoi, parassiti trasmessi all’uomo da zanzare ad attività crepuscolare-notturna del genere Anopheles. I sintomi includono febbre, dolore alle articolazioni, mal di testa, vomito, convulsioni e coma. La fase acuta della patologia, di solito causata dal parassita Plasmodium falciparum, provoca gravi danni agli organi interni e, se non curata, può essere letale.

 

I numeri associati della patologia

Secondo l’OMS, circa il 90% dei casi di malaria nel mondo e il 92% dei decessi avvengono nella Regione africana. I bambini sotto i 5 anni sono particolarmente esposti e più suscettibili allo sviluppo di forme gravi della malattia.

Il , oltre a riportare i dati relativi alla malaria nel mondo nel 2019, ha delineato le tappe fondamentali che hanno portato ad un miglioramento del controllo di questa malattia nelle aree endemiche. In particolare, ha sottolineato come più di 260.000 bambini africani muoiano di malaria ogni anno. Per questo motivo si studia da anni lo sviluppo di un vaccino antimalarico che possa ridurre significativamente la diffusione della patologia.

La necessità di un vaccino

La complessità della diagnosi di malaria, per via della mancanza di strumentazioni adeguate, ma anche le numerose fasi del ciclo vitale del Plasmodium, e la difficoltà nel bonificare le aree coinvolte, hanno reso questo nemico difficile da sconfiggere. Inoltre, le terapie esistenti, non povere di effetti avversi, stanno sviluppando sempre più resistenze e sono quindi sempre meno efficaci nel prevenire lo sviluppo delle fasi più gravi della malattia. Nonostante le premesse non proprio positive e uno scenario contraddistinto da conseguenze endemiche significative, dopo 30 anni di studi, il 6 ottobre 2021 è stato raccomandato dall’OMS il primo vaccino contro la malaria.

 

Come funziona il vaccino?

Al giorno d’oggi, l’azienda farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK) è stata la prima ad ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio del vaccino capace di dare una speranza di prevenzione alla patologia anticipando di fatto il ricorso all’uso delle terapie. Mosquirix ® è il nome commerciale del prodotto, realizzato mediante la tecnologia del DNA ricombinante. In particolare, è composto da alcune proteine che si trovano sulla superficie del Plasmodium falciparum, che ne consentono il riconoscimento da parte del nostro corpo. Di conseguenza, quando la zanzara consentirà l’accesso del parassita nel sangue, il nostro sistema immunitario sarà in grado di riconoscerlo come estraneo, producendo gli anticorpi neutralizzanti che ne limiteranno la capacità di dare seguito alla malattia.

 

Cosa prevedono le linee guida?

Attualmente le linee guida prevedono una somministrazione del vaccino in quattro dosi a partire dai cinque mesi di età. La seconda e la terza a distanza di un mese ciascuna, e l’ultima a 18 mesi. Infatti, il vaccino genera un’immunità transitoria poiché viene degradato dall’organismo nell’arco di poche settimane e per questo richiede almeno 4 dosi.

 

La raccomandazione dell’OMS sull’utilizzo di questo vaccino si basa sui risultati di un programma pilota attivo nei paesi africani più a rischio e grazie al quale dal 2019 sono stati vaccinati più di 800.000 bambini. Recentemente il direttore dell’OMS ha dichiarato che l’impiego del vaccino, insieme con gli strumenti di prevenzione indispensabili contro questa malattia, potrà salvare decine di migliaia di bambini.

 

L’OMS ha dunque raccomandato una distribuzione del vaccino ad ampio raggio, delegando ciascuna delle nazioni interessate al suo utilizzo a decidere come incardinare il programma di vaccinazione all’interno dei piani nazionali di controllo della malaria. Il programma pilota proseguirà nei tre paesi già coinvolti in precedenza per monitorare se la quarta dose di vaccino potrà essere in definitiva un valore aggiunto e per misurare l’impatto a lungo termine sulla mortalità infantile.

 

Riferimenti

  1. Primo vaccino antimalarico per bambini. L’Oms: ‘Svolta storica:

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2021/10/06/loms-raccomanda-primo-vaccino-antimalarico-per-bambini-_031bf9f3-8bbf-4631-9517-98d67fab0638.html

  1. Diagnosing the drug resistance signature in Plasmodium falciparum: a review from contemporary methods to novel approaches: Murmu LK, Sahu AA, Barik TK. J Parasit Dis. 2021 Sep;45(3):869-876. doi: 10.1007/s12639-020-01333-2. Epub 2021 Jan 7. PMID: 34475670 Review.

3.WHO recommends groundbreaking malaria vaccine for children at risk: https://www.who.int/news/item/06-10-2021-who-recommends-groundbreaking-malaria-vaccine-for-children-at-risk

  1. Primo vaccino contro la malaria riceve parere scientifico positivo da EMA: https://www.aifa.gov.it/-/primo-vaccino-contro-la-malaria-riceve-parere-scientifico-positivo-da-ema