Il farmaco che blocca il Covid nei furetti potrà impedire l’infezione anche nell’uomo?

Il farmaco che blocca il Covid nei furetti potrà impedire l’infezione anche nell’uomo?

Via “il Corriere”

Il Molnupiravir blocca la trasmissione di Sars-CoV2 negli animali in 24 ore. In via di conclusione la sperimentazione clinica. Il farmacologo Drago: «Prudenza, non è detto che funzioni sull’uomo»

di Cristina Marrone
Il farmaco che blocca il Covid nei furetti potrà impedire l'infezione anche nell'uomo?

Covid, ecco il vaccino di Oxford: risultati, differenze dagli altri, quando arriverà e a quale prezzo

Covid, ecco il vaccino di Oxford: risultati, differenze dagli altri, quando arriverà e a quale prezzo

Gli ultimi dati dimostrano che anche le persone più avanti con l’età possono essere protette dal coronavirus. I dati definitivi attesi entro Natale. L’azienda produttrice: «Prezzo di costo di 2,8 euro a dose; 70 milioni di dosi saranno pronte entro giugno, e le prime saranno consegnate a fine dicembre. A gennaio le prime vaccinazioni»

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Vaccino, tempi lunghi e costi molto alti: strada in salita per i monoclonali

Giovedì 19 Novembre 2020 di Graziella Melina 

Per riuscire a respingere il Sars Cov 2 gli scienziati stanno provando a opporgli barriere sempre più efficaci e mirate. Mentre la maggior parte degli sforzi dei ricercatori si stanno concentrando per trovare un vaccino, proseguono infatti di pari passo le sperimentazioni per creare farmaci in grado di rispedire al mittente il virus quando già sta provando ad attaccare l’uomo. Si tratta cioè degli anticorpi monoclonali, al cui sviluppo stanno lavorando anche gli scienziati di casa nostra. Le aspettative, anche in questo caso, non sono poche, come dimostra del resto la dichiarazione del ministro della Salute Roberto Speranza, secondo il quale «tra qualche settimana dovremmo avere anche un altro strumento: gli anticorpi monoclonali», «una realtà italiana molto interessante». Ci stanno provando per esempio il Monoclonal Antibodies Discovery (Mad) Lab della Fon­dazione Toscana Life Sciences in collaborazione con l’Istituto Nazionale Malattie In­fettive Lazzaro Spallanzani di Roma. «Tra i 3 anticorpi dimostratisi più promettenti – si legge in un documento dello Spallanzani – ne è stato selezionato uno, che si è dimostrato il più potente contro il virus e che sarà testato nelle prove cliniche il cui avvio è atteso entro fine 2020».

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